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Razza:
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Elfa dei Boschi
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Classe:
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Negromante
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Allineamento:
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Neutrale
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Religione:
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Shamadune
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Carattere:
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Nonostante la giovane età, Mjaka ha un carattere adulto, estremamente freddo e restio a parlare di sè ma quando sta con gli amici è soggetta a sprazzi di allegria. La sua intelligenza fredda e acuta le permette di analizzare con distacco qualunque situazione, riflettendo su ciò che conviene di più a lei e alla sua squadra. Forse il suo passato intricato le ha dato un cuore arido, che poche persone hanno saputo esplorare come si deve. Ama la solitudine e preferisce stare da sola a pensare; dopo questi momenti può diventare estremamente malinconica. Capisce però l'importanza di essere in tanti in situazioni di pericolo. Le grandi città la affascinano ma disprezza la loro confusione. Ha un buon rapporto con i suoi compagni. Ama combattere e considera qualunque sfida che gli si presenti come qualcosa di serio am al tempo stesso divertente. Se normalmente può sembrare un'elfa qualunque, quando combatte diventa una macchina da guerra, sanguinaria e impietosa con chiunque. Si lascia vincere difficilmente dalla compassione. |
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Aspetto:
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Mjaka è bella come la notte nera senza stelle, come il gelo invernale senza scampo, come il ghiaccio che intrappola gli esseri umani stremati. La gente che viene intrappolata nel suo fascino gelido si trovano in uno stato d'estasi e il loro spirito viene risucchiato da lei. E' alta 1.69 pur avendo 140 anni pari a 14 anni umani. Il suo fisico è ben proporzionato: curve femminili si accompagnano a muscoli scattanti a un viso graziosissimo e giovanile, che lascia trasparire un'infantile innocenza assolutamente contraria al suo carattere. Ha i capelli neri, lunghissimi e lisci che le ricadono sulle spalle, con riflessi di un blu metallico. I suoi occhi hanno un taglio molto dolce e perfetto con l'iride blu, con qualche riflesso viola che ricorda la notte che rispecchia il nero potere di Shamadune. Normalmente le pupille sono nere ma mentre combatte diventano bianche perchè viene investita dal potere del dio della morte. Sulla fronte ha un piccolo gioiello verde acqua in cui è imprigionato un drago non morto e al collo ha un ciondolo a forma di drago in grado di percepire la presenza di draghi. Di questo ciondolo ne esistono solo due esemplari, l'altro appartiene ad una sua amica druida. Indossa una casacca blu scuro, legata in vita con una cinta e pantaloni di pelle marrone. Sopra tutto mette un'armatura di Mithril e un lungo mantello nero elfico con cappuccio. A completare il tutto ci pensano gli stivali neri lucidi. Indossa un anello col teschio all'indice destro con cui sente la presenza di non-morti. Dalla cinta pendono il fodero della sua spada, del suo bastone da negromante e un sacchetto contenente il veleno chiamato Lacrima di Zusht'am. Ultimi particolari sono un tatuaggio a forma di drago con un teschio e uno zaino contenente vari oggetti per il viaggio come pozioni e altri. |
| Biografia: |
Mjaka è nata nel Bosco di Fiora, nelle terre orientali, in una piccola
Comunità di elfi silvani. I suoi genitori l'hanno sempre educata al caos
e non alla legalità, facendole sempre scegliere ciò che riteneva più giusto.
Ma questo cambiò. Un drappello di demoni attaccò il villaggio, uccidendone
tutti gli abitanti e facendo prigionieri i bambini più dotati. Mjaka fu
educata dai demoni all'uso della spada ma venne poi venduta a un Gruppo
di Predatori D'Autunno come preda sacrificale per via della sua insubordinazione.
I druidi malvagi la gettarono in una fossa piena di creature oscure ma,
inspiegabilmente, un'aura di potere la circondò e il dio Shamadune la
salvò da morta certa, rendendola a lui consacrata. A peggiorare le cose
per i Predatori, arrivò una piccola druida con un occhio verde e l'altro
blu, Pailong Lucifer che cercava di uccidere chiunque facesse parte dei
Predatori. Pailong: Dov'è Alex? Ora me la pagherete!!! Tracciando pochi
segni nell'aria, la piccola elfa fece uscire fiamme impossibili dal nulla,
bruciando tutto l'accampamento e liberando i prigionieri. Mjaka la volle
seguire per un po' e le due divennero buone amiche. Pailong era l'unica
persona a trattare Mjaka da persona normale nonostante fosse un'elfa della
luce. La druida le donò una collana dei draghi, in grado di percepire
la presenza di queste creature. "Tieni" le disse "questa doveva appartenere
ad Alex ma io la dono a te, amica mia." Dopo quel dono, le loro strade
si separarono e Mjaka si mise al servizio di un negromante apprendendone
i segreti. Lasciandolo, cominciò un lungo viaggio e per caso giunse in
un monastero in cui conobbe il vagabondo Judo di cui divenne amica. Ora
sta a Namekin insieme a 5 altri compagni. Essendo insieme ad una templare
l'unica femmina del gruppo, è soggetta alle attenzioni degli altri componenti
che odiano vederla nei sui stati di malinconia, quando sfoggia il suo
"Musetto triste". Anche la sua spada è in grado di parlare, si chiama
Byakko. |
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Forza:
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4
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Destrezza:
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5
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Intelligenza:
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5
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BA:
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5
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BD:
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15
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PM:
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8
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LS:
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7
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Armi Primarie:
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Armi da Taglio
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Armi Secondarie:
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Armi da Tiro
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Armi Terziarie:
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Nessuna
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Altre Armi:
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Nessuna
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| Via Primaria | Via Secondaria | Via Terziaria | Altre Vie |
| Via degli Spiriti (10 incantesimi) | Nessuna | Nessuna | Nessuna |
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Denaro:
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0
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| Note: |
15 PE risparmiati. EQUIPAGGIAMENTO: NOTE PARTICOLARI Byakko è una spada bastarda superiore parlante, dotata di una propria personalità e quindi va trattata come un vero pg. Ha la qualità innata di parlare telepaticamente a mjaka e di scaldarsi a contatto con estranei. Ha 4 pm e può utilizzare incantesimi del fuoco o mentali ma solo uno al giorno senza perdere la capacità di comunicare con la sua protetta. se utilizza più di un incantesimo, non può comunicare con mjaka per due giorni. Mjaka sa usare le arti marziali, in particolare il jujitsu ma è cmq una buona spadaccina e una buona tiratrice d'arco. |
| Note x Giocatore: | Sistemami l'equipaggiamento ed i 300 PE sono tuoi. |