Nome:
Arken the Shadowlord
E-mail:
ICQ:
Nessuno

Livello:
3
Ruolo:
Giocatore Esperto
Razza:
Umano
Classe:
Paladino Oscuro
Allineamento:
Malvagio
Religione:
Elthrenal

Carattere:
Arken è di carattere solitario e introverso, ama stare solo immerso nei propri pensieri. Non parla molto frequentemente, è solito concretizzare i propri pensieri, piuttosto che muovere la lingua a sproposito. Per questo suo carattere è incline ad essere un leader silenzioso, ombroso, ma affascinante. E' un uomo d'onore e rispettoso della parola data. Fedele alla propria causa fino alla morte, è orgoglioso, coraggioso e intrepido e sempre rispettoso del Codice d'onore cavalleresco. Il Codice è la sua vita. Ha un'educazione raffinata e meticolosa, come si conviene ad un nobile del suo lignaggio. Non sopporta gli ignoranti e gli incapaci, meritevoli solo di compassione e pena. Dietro la facciata del nobile cavaliere si nasconde un animo sensibile e talvolta indeciso, complice una buia e traumatica adolescenza.
Aspetto:
Lunghi capelli corvini gli scendono fin sotto le spalle, lasciati liberi di fluttuare sulla brezza del vento e due occhi di un azzurro glaciale, che non lasciano trasparire alcuna emozione sono i particolari del viso aggraziato e tenebroso del giovane. Arken è di fisico slanciato e ben in forma, benché non particolarmente muscoloso. Un grande tatuaggio raffigurante un drago d'argento in una eterna lotta con un drago d'ombra occupa la schiena del giovane nelle notti di plenilunio. Indossa abiti neri con finiture in argento come il corpetto di cuoio superiore, ornato con un teschio, sormontato da un giglio nero, simbolo del suo Ordine Oscuro. Porta degli stivali da cavaliere ed impugna un possente e riccamente ornato scudo del drago, dono di un suo compagno di guarnigione. Tiene sulla schiena, assicurata in un nero fodero d'ebano, la sua fedele spada lunga in Necrium. Porta assicurati in due foderi argentati posti nella cintura, due pugnali ricurvi di scarsa manifattura, ma dalla diabolica capacità di attaccare ad una velocità sorprendente. Al dito medio della mano destra porta l'anello con il simbolo del proprio casato: una stella ad otto punte con un rubino rosso come il sangue al centro. Mentre alla mano sinistra porta un anello dai misteriosi poteri recentemente donatogli dal suo nuovo Signore: Lord Amircal. Viaggia sempre con in mano il suo elmo ed avvolto in un lungo e pregiato manto nero dall'insolita capacità di renderlo invisibile.
Biografia: Sono nato in una ridente giornata di primavera di 19 anni fa sulla più alta delle colline che sovrastano Feanor, dove vi è, o per lo meno vi era prima della mia partenza, nella tenuta della mia famiglia, una grande villa, la dimora della mia giovinezza. Appartengo al casato degli Slyaril, un ceppo che si distaccò dalla casata della famiglia reale molti secoli fa, al tempo della prima grande crociata contro i non morti. E' un peso non indifferente il sangue che scorre nelle mie vene. Fin da piccolo ho avuto grandi privilegi: ho sempre vissuto nello sfarzo e nella ricchezza, sono stato istruito dai più grandi letterati e filosofi del paese e avevo un passaggio agevolato per la carriera militare. Così feci. A 18 anni avevo finito l'apprendistato da Paladino e mi apprestavo ad essere investito delle sacre effigi della dea Ahiranne. Il giorno precedente alla cerimonia era giunto, fremevo all'idea di diventare un cavaliere, la lucente armatura di mio padre, la sua spada, l'acclamazione e l'amore della gente, finalmente avrei potuto averli anch'io. Ma un destino differente si delineava nel mio futuro. Immerso nella meditazione com'ero non mi accorsi, o meglio, mi accorsi troppo tardi di quello che stava accadendo in casa mia. Un urlo improvviso e inaspettato carpì la mia attenzione all'imbrunire. Discesi in gran fretta le scale che separavano la mia stanza dall'entrata al pian terreno e inciampai per la fretta in qualcosa. Appena mi voltai vidi che quel qualcosa era Esternith, la mia tata, la mia adorata nutrice era caduta in terra con il petto squarciato da un fendente di spada. Le lacrime incominciarono ad offuscarmi la vista e la mente, ma l'ombra di un pericolo imminente mi riportò alla ragione. Una lama si abbatté contro il gradino, dove un attimo prima poggiava la mia testa. In un baleno il mio assalitore si ritrovò una scheggia di legno conficcata nella giugulare. Era un inquisitore. Alla visione delle effigi della dea Ahiranne sulla tunica del cadavere la mia testa incominciò a ronzare ed a pulsare freneticamente. Rimasi alcuni interminabili attimi lì in ginocchio, con le mani che mi coprivano il volto rigato di lacrime e sangue nemico, e con un peccato insanabile sul cuore. Mi rialzai a fatica, ma di lì a poco avrei scoperto che il tormento non era ancora finito. Notai immediatamente che l'antica libreria era scostata e rivelava uno stretto passaggio. Senza esitare mi infilai nel lugubre corridoio. Esso era illuminato da torce che brillavano di una maligna luce azzurra e avanzava sempre più nelle profondità della terra. Lo spettacolo che mi si presentò alla fine del passaggio segreto, sotto casa mia, fu terribile. Una sala ampia e scura, illuminata dalle stesse fiaccole che emanavano un lieve chiarore nauseabondo ed infernale e un grande teschio biancastro scavato nella roccia era la cornice per la scena che vi sto per narrare. C'erano mio padre, in una scintillante corazza e spada insanguinata in mano, e mia madre, vestita con una lunga tunica nera. Ai loro piedi alcuni cadaveri e del sangue bagnava le pareti di roccia. Ci misi un po' a capire, ma quando lo feci, niente era più come prima. Mia madre, un'eretica insospettabile ed imprevista persino da me, e mio padre, l'inquisitore che tutta la città conosceva e rispettava. Mio padre stava arrestando mia madre e la avrebbe condannata ad una morte sicura, mia madre sarebbe diventata la vergogna della famiglia. La testa riprese a girarmi più velocemente, forse anche per il fetore che quei cadaveri incominciavano ad emanare, e da quel momento non ricordo più molto bene, so solo che mi risvegliai dopo una lunga fuga alcune notti dopo in una foresta nera. Proprio quella notte in quella foresta incontrai Ilwerthord, mio maestro nell'arte della spada diabolica e delle pratiche oscure. Mi raccontò per giorni delle malefatte e dei soprusi che l'Ordine della luce faceva quotidianamente e mi parlò di un ordine di paladini che combattono per cambiare il corso degli eventi, che lottano per un mondo migliore sotto la guida sapiente della dea Elthrenal, si battono per il ritorno delle tenebre supreme, l'eliminazione dei non meritevoli e l'inizio di un nuovo mondo. All'inizio fui titubante all'udire tali parole e le apostrofai come menzogne, ma egli mi lesse il Codice dei Paladini Oscuri e lo trovai molto simile alla legge della luce, l'unica differenza stava nelle parole:"Ti è permesso mentire, rubare e commettere omicidio, MA soltanto se puoi dimostrare che un simile atto serve per far progredire la Visione e non è stato invece commesso per vantaggio personale o per una perdita di autocontrollo". Mi convinsi delle sue parole ed egli, giudicate le mie capacità, mi propose di entrare a far parte dell'Ordine dei Cavalieri Oscuri. Dal quel giorno è diventato il mio Patrono: un genitore, un giudice, un giustiziere ed un fratello. Mi addestrai duramente per sei mesi ed ebbi la mia Visione in seguito a quattro giorni di meditazione e digiuno, direttamente da parte della mia Dea. Mi dispiace, ma la visione è mia e mia soltanto, non vi posso raccontare il mio sogno, o andrei contro il Codice, che è Sacro e disobbedire vorrebbe dire la morte e disonore eterno. Fui investito Cavaliere del Giglio Oscuro tramite il Giuramento di Sangue, la cerimonia in cui ho giurato eterna fedeltà alla dea e all'Ordine. Quando fui pronto per partire mi fu dato l'ordine di recarmi al Nord per una missione segreta per conto degli Alti Comandi. Alla partenza ricevetti in dono una spada nera come l'Oblio, forgiata nella Fucina Nera dell'isola di Dalindur, regalo del mio maestro ed uno scudo con l'effige di un drago d'ombra da parte del mio compagno ed amico più fedele, Thurgadyn. Mi misi in marcia e attraversai paesi e città, pianure e montagne fino a giungere nel regno di Nohimar. Quanta nostalgia, come vorrei rivederli entrambi.....

Forza:
5
Destrezza:
4
Intelligenza:
3
BA:
5
BD:
11
PM:
6
LS:
9

Armi Primarie:
Armi da Taglio
Armi Secondarie:
Mani Nude
Armi Terziarie:
Armi da Tiro
Altre Armi:
Armi da Urto

Via Primaria Via Secondaria Via Terziaria Altre Vie
Via del Flagello Nessuna Nessuna Nessuna

Incantesimi Conosciuti
Costo
Via del Flagello
Livello
Via Secondaria
Livello
Via Terziaria
Livello
Altre Vie
Livello
1 PM
Percepire il Peccato
1
 
0
 
0
 
0
2 PM
Celare l'Allineamento
1
 
0
 
0
 
0
3 PM
Protezione dai Nonmorti Minori
1
 
0
 
0
 
0
4 PM
Percezione dell'Aurea
1
 
0
 
0
 
0
5 PM
Maledizione Minore
1
 
0
 
0
 
0
6 PM
Manto di Ombre
1
 
0
 
0
 
0

Denaro:
10
Note:

EQUIPAGGIAMENTO

- Vestiti di Cuoio dell'Agilità PD 1 (non consuma il BD)
- Elmetto Leggero Sacro a Kanduir PD 2 (raddoppia il BD)
- Mantello Superiore dell'Ombra PD 2 (rende invisibili)
- Corpetto di Cuoio Superiore PD 5
- Stivali da Cavaliere PD 4
- Scudo del Drago PD 9
-Anello del casato Slyaril
-Anello misterioso donatogli da Lord Amircal

- Spada lunga in Necrium PA 10
- 2 Pugnali Ricurvi di Scarsa Manifattura del Caos PA 2+2 ciascuno (attacco doppio)

-Borsa da cintura
-Otre
-Libro della Via del Flagello
-Razione di cibo
-2 pozioni curative

Note x Giocatore: Nessuna