Nome:
Artemisia O' Shavarèe
E-mail:
ICQ:
Nessuno

Livello:
1
Ruolo:
Giocatore Epserto
Razza:
Succube
Classe:
Predatrice d'Autunno
Allineamento:
Malvagio
Religione:
Elthrenal

Carattere:
E' una persona ambiziosa e sicura delle sue capacità, sia come usufruitrice di magia, sia come donna. Non parla molto, preferisce pensare e non rendere note le proprie idee, ameno che ciò non serva a lei stessa. E' fredda, calcolatrice e il suo cuore conosce solo l' odio e rancore. Negli ultimi tempi però un lieve vena di tristezza la accompagna e forse è proprio per questo che si è messa in viaggio.
Aspetto:
Ha dei capelli rosso tiziano, lunghi fin oltre i fianchi, lisci, con scriminatura centrale, che coprono 2 orecchie leggermente a punta, eredità paterna. Gli occhi sono grandi e quasi color ghiaccio. Certamente altrettanto freddi. Il taglio degli occhi è lievemente obliquo, anche questo dovuto alla sua metà elfica, il che le dà un' aria un po' felina. Anche il modo di muoversi ricorda quello di un gatto. Le labbra sono rosso sangue e spiccano notevolmente sulla carnagione candida. Ha mani dalle dita lunghe e affusolate, con unghie sempre ben curate. Non si può certo dire che passi inosservata, ma lei non si è mai curata della cosa...fino a quando si è resa conto che con qualche battito di ciglia in più poteva ottenere molte più cose. Così ha cominciato anche a stare attenta al suo abbigliamento, che ha capito può essere parte di un gioco di seduzione non indifferente. Ora indossa una lunga tunica, con ampie maniche e collo alto, di velluto blu (Tunica protettiva 3PD) che mette in risalto il riflesso azzurro dei suoi occhi. Ha una linea leggermente a sirena, mettendo in evidenza le curve morbide del suo tipico corpo da succube. Ma non sempre sono visibili perchè sopra porta un mantello dello stesso colore (1 PD), con un ampio cappuccio, sempre tirato su, dal quale però scappa immancabilmente una ciocca di capelli rossi che fanno contrasto col blu della veste. Sia il vestito che il mantello hanno alla stessa altezza due tagli che servono a non intralciare le ali quando decide di farle apparire. Al collo porta un medaglione argentato, appeso ad una lunga catena, unico ricordo dei genitori. I fianchi sono abbracciati da una cinta in metallo alla quale è appesa una borsa da cintura nella quale tiene oltre a spazzola, specchietto e fazzoletto, anche delle fiale di Loto Nero e di veleno Omicida, una cerbottana (25 m di gittata), 30 dardi (danno 1) di fattura pregiata (danno 1), penna e inchiostro. A tracolla, sotto il mantello, porta un sacco con dentro un Libro per gli Incantesimi e una Custodia nella quale tiene dei fogli. Infilato nella cintura c' è un Pugnale Ricurvo (PA 3 + 2) la cui punta è intinta nel Loto Nero.
Biografia: Una maledizione sembra incombere sulla sua famiglia: qualsiasi cosa o persona amata da loro, in breve viene distrutta. La maledizione ricadde per la prima volta su Alen, il nonno di Artemisia, un elfo dei boschi. Alen odiò suo figlio Ashtar, il padre di Artemisia, per tutta la vita; ma alla morte di Alen Ashtar scoprì che suo padre era stato costretto a non amarlo a causa di quella maledizione, altrimenti sarebbe morto, come era successo a Sebastiana, la madre di Ashtar. Ashtar però, per reazione al comportamento paterno aveva sempre trattato con amore tutti, soprattutto Arabell, la succube di cui era innamorato e che era già da qualche tempo sua moglie. A tutte queste persone non era mai successo nulla di male...fino almeno alla morte di Alen. Da quel giorno infatti le cose per Ashtar precipitarono: tutto ciò che lo circondava spariva, veniva distrutto, moriva...era come se la maledizione passasse all' erede del maledetto solo con la morte di quest' ultimo... Un giorno poi, Arabell cominciò a stare male: non c' era dubbio: la maledizione stava colpendo la persona a cui Ashtar era più legato. A ciò lui non potè resistere e convinto di poter in qualche modo risolvere la situazione si suicidò, compendo uno dei crimini più atroci per quelli della sua razza. Il sacrificio non servì: Arabell stava sempre peggio...ma per ironia della sorte visse abbastanza da portare a termine la gravidanza, della quale Ashtar non venne mai a conoscenza. Il giorno in cui nacque Artemisia Arabell morì. La maledizione aveva colpito la neonata? era una cosa che si sarebbe scoperta solo negli anni futuri. Nei mesi prima di partorire Arabell venne aiutata da un druido che abitava nella foresta che circondava la loro casa. Quando lei morì, il druido, Sermon, prese con sè la bambina e la crebbe in casa sua. Sermon fu sempre duro, fermo e poco affettuoso con Artemisia: non doveva farsi amare da lei, almeno fino a quando avesse scoperto se la maledizione l' aveva raggiunta o meno. Intanto gli anni passavano e Artemisia cresceva tra alberi, animali e fiori, imparando ciò che Sermon le insegnava. Ma tutto ciò che toccava moriva o si ditruggeva tra le sue mani. Non c' erano dubbi: anche lei era maledetta. All' età di circa 11 anni il padre adottivo le rivelò tutto. Ma non aveva idea di quale poteva essere la reazione di Artemisia che in fin dei conti era ancora una bambina. Da quel giorno la rabbia crebbe talmente nel suo piccolo cuore da cambiare completamente il suo carattere nel corso di qualche anno...Se prima si dispiaceva er quello che le succedeva, ora decise che se quello era lo scherzo che la natura le aveva fatto, lei avrebbe trovato il modo di vendicarsi e di farselo tornare utile. Nei 7 anni successivi Sermon tentò di insegnarle ciò che poteva, ma lei si allontanava ogni giorno di più dal credo del druido. Sermon si rese conto che lui non poteva fare più niente per la giovane succube, perchè proprio ciò che avrebbe dovuto amare grazie ai suoi insegnamenti, da lei veniva odiato più di ogni altra cosa... Così un giorno le diede una lettera e le disse di mettersi in viaggio, alla ricerca di un vecchio amico di Sermon, con il quale ora però aveva ben poco da spartire, un certo Shadowlight. A lui avrebbe consegnato quella lettera grazie alla quale sarebbe stata accolta come sua adepta: Shadowlight non era il tipo di druido che piaceva a Sermon, ma era l' unico che poteva aiutare Artemisia. fu quel giorno che la succube seppe dell' esistenza dei Predatori d' Autunno. Così passarono altri 7 anni e Shadowlight insegnò ad Artemisia tutto ciò che conosceva, fiero di avere una discepola così capace. Aveva conosciuto poche persone gelide, ambiziose e con un tale odio nel cuore come quella succube... Ma qualcosa negli ultimi anni le martellava in testa...Perchè quella maledizione? Era così duro certe volte odiare tutto e tutti...! La natura ogni tanto le appariva così bella...le sarebbe piaciuto amarla...ma non poteva permetterselo: doveva odiarla. O vederla distrutta dal suo stesso amore sarebbe stato un dolore dilaniante. ...e se avesse trovato colui che aveva lanciato la maledizione sulla sua famiglia? Fargli rimangiare quelle parole avrebbe cambiato qualcosa nella vita dalla Predatrice? Non era facile...non sapeva neppure chi fosse questa persona...anzi, con molta probabilità era già morta... Ciò nonostante si mise in viaggio, alla ricerca dell' uomo che l' aveva maledetta. O di qualcuno che potesse rivelarle qualcosa riguardo. Non sapeva neppure perchè erano stati maledetti...! Così si diresse a Madrighal, la città santa. Era peicoloso per una come lei, ma lì c' era l' oracolo, e forse le avrebbe rivelato qualcosa...

Forza:
4
Destrezza:
5
Intelligenza:
6
BA:
4
BD:
11
PM:
18
LS:
8

Armi Primarie:
Armi da Tiro
Armi Secondarie:
Armi da Taglio
Armi Terziarie:
Nessuna
Altre Armi:
Nessuna

Via Primaria Via Secondaria Via Terziaria Altre Vie
Via delle Rune d'Autunno Nessuna Nessuna Nessuna

Denaro:
51
Note: EQUIPAGGIAMENTO

- Tunica Protettiva Blu PD 3
- Mantello Blu 1 PD
- Medaglione d'Argento

- Cerbottana Pregiata 30 m +1 PA
- 30 Dardi 1 PA
- Pugnale Ricurvo in Acciaio 3 PA + 2

- Borsa da Cintura
- Loto Nero
- Veleno Omicida
- Custodia
- Libro delle Rune d'Autunno (non disponibile online al momento)
- Carta, Penna e Inchiostro

ABILITA' INNATE

1 PM - Ipnosi
2 PM - Ali del Demone
3 PM - Respiro Infuocato

Note x Giocatore: Nessuna